Lo storytelling come strumento di terapia con bambini e adolescenti
- Dott.ssa Silvia Mauro psicologa
- 9 nov 2016
- Tempo di lettura: 2 min

Ultimamente si sente spesso parlare di storytelling, di narrazione come cura di sè e come strumento di terapia, ma cos'è lo storytelling? e come si può utilizzare per intraprendere un percorso di conoscenza di sè?
Quando si parla di narrazione come cura di sè, non si può non pensare a Hillman:
"Immagino che la mente sia fondata (…) su quelle storie supreme, gli Dei, che costituiscono i modelli fondamentali del nostro agire, credere, conoscere, sentire e soffrire (…). E’ soltanto nelle storie che questi Dei si mostrano ancora. La mente è fondata nella sua stessa attività narrativa, nel suo fare fantasia. Questo “fare” è poiesis." (Hillman, 1983)
Da ciò è facile intuire come il racconto di sè, guidato nel modo corretto, possa diventare uno strumento terapeutico di cura, non solo per gli adulti, ma anche per i più piccoli.
Le storie aiutano a crescere, a sorridere quando si è tristi, a superare le paure, a fare compagnia rinforzando la relazione con chi le racconta, come scrive Daniel Kohen.
Il punto di forza delle storie è che caratterizzate da una comunicazione indiretta che agisce a livelli multipli di coscienza e proprio per questo raggiunge e orienta la mente inconscia dell'individuo favorendo in tempi brevi cambiamenti stabili e soddisfacenti. Storie, metafore, racconti, appartengono alla categoria degli interventi esperienziali di cui Milton Erickson è considerato uno dei più grandi maestri insieme a Carl Whitaker.
Il racconto che viene creato, attiva l'immaginazione e le storie create vengono poi condivise e riviste insieme, tutto ovviamente deve essere guidato da uno psicoterapeuta che riesca a dare significato e senso a quelle parole, sopratutto con bambini e adolescenti il cui mondo interno è spesso confuso e ricco di paure e angosce che possono essere elaborate proprio in questo momento.
I risvolti terapeutici sono molteplici, ad esempio:la proiezione del proprio mondo interno nelle storie raccontate, la condivisione di emozioni e sentimenti con il gruppo, la risoluzione di eventuali conflitti interni, il sentimento di unità gruppale…e molti altri ancora.
Nel caso foste interessati, nel prossimo articolo approfondirò ulteriormente l'argomento .
A presto
Dott.ssa Silvia Mauro