Mio figlio si arrabbia! Cosa posso fare?
- Silvia Mauro
- 3 apr 2016
- Tempo di lettura: 3 min

Ultimamente le richieste di aiuto sulla gestione della rabbia sono diventate sempre più frequenti.
Genitori disperati chiedono aiuto perchè “le hanno provate tutte” ma il loro bambino non ascolta, non obbedisce, risponde male, detta legge in casa ecc....
Gli adulti si trovano quindi in difficoltà e i bambini non vengono capiti.
Ma come mai questo fenomeno è in aumento?
Le cause possono essere molteplici, alla base c'è un cambiamento sociale e di ritmo di vita, pensate che fatica facciamo noi adulti a stare dietro a questi ritmi frenetici, perchè non dovrebbe fare la stessa fatica anche vostro figlio? Con la differenza che lui deve sottostare ai vostri ritmi senza aver diritto a decidere i suoi tempi e modi per fare le cose.
Sempre di più, infatti, si richiede ai bambini, fin da piccolissimi, di mostrarsi in grado di adattarsi a nuove situazioni e a “saper fare” molte cose.
Pensiamo ad esempio al fatto che oggi i bambini vanno al nido già da molto piccoli e qui oltre a giocare (che per loro è un impegno) , devono sapersi adattare ad un nuovo ambiente, nuove figure di accudimento ma devono anche saper fare!
Già al nido, infatti, si sente spesso che hanno il laboratorio di inglese, quello di musica ecc...
Crescendo queste richieste aumentano, ma non sempre i nostri figli sono in grado di adattarsi a questi ritmi, ecco allora che arriva la rabbia!
La rabbia, insieme alla gioia, la tristezza, la paura, il disgusto e la sorpresa, fa parte di quel gruppo di emozioni dette emozioni di base.
Sono emozioni innate ed universali che si attivano automaticamente in risposta a determinate situazioni.
In particolare quando si attiva la rabbia?
I circuiti neuronali della rabbia fanno parte di quella parte del nostro cervello più arcaica quella parte che abbiamo in comune con i nostri antenati e con alcuni mammiferi, questo già ci fa capire come questa emozione abbia una funzione adattiva cioè che serve alla sopravvivenza.
L'attivazione di questi circuiti neuronali avviene quando ci sentiamo minacciati, il nostro istinto fa si che si attivino questi sistemi di sopravvivenza che attivano diverse risposte di fronte ad una minaccia, tra cui l'attacco.
Questo cosa vuol dire?
Che quando vostro figlio si arrabbia, c'è sempre una ragione; magari è una ragione che noi non comprendiamo e magari neanche lui riesce a capirne il motivo, ma sicuramente c'è.
Come affrontare la rabbia con vostro figlio?
I bambini arrabbiati vanno accolti, vanno ascoltati e capiti, inoltre tutta questa rabbia in qualche modo dovrà sfogarsi, quindi pensiamo insieme a nostro figlio un modo funzionale per sfogare questa rabbia!
Sarà un modo per far sentire il bambino padrone di se stesso e del proprio corpo e per farsi sentire accolto da voi che sarete pronti ad ascoltarlo.
Ovviamente questo non vuol dire lasciare “correre” le sue esplosioni di rabbia, se si arrabbiano causando del male a qualcuno, rompendo oggetti ecc... vanno ripresi (mai minacciati) spiegando loro che quel comportamento è sbagliato, se così non fosse gli fareste capire che quel modo per sfogare la loro rabbia è giusto e inconsapevolmente dareste un rinforzo positivo a dei comportamenti disfunzionali.
Fare i genitori non è facile, saper ascoltare i nostri figli e noi stessi è un duro lavoro che va costruito insieme, ma l'accoglienza e la comprensione dei vostri bambini è una cosa importante; infatti se i vostri figli sentiranno di poter parlare con voi, magari la prossima volta invece di arrabbiarsi vi chiederanno se possono giocare a palla prima di fare i compiti o se possono uscire con un amichetto dopo la scuola! :-)
A presto
Silvia Mauro